Un po' di storia
Brusnengo fa parte della vasta zona
preistoricamenteabitata dai Liguri e poi dai Celti.
Secondo alcuni studiosi la tradizione locale dei Fuochi
dell'abbondanza, la festa del "paga l'occ" (paga
l'occhio), il culto di Santa Liberata sono testimonianze
dell'origine celtica e dell'influenza romana.
I soldati romani giunsero in questa zona per bloccare l'avanzata
di Annibale; i romani subirono un grave rovescio militare,
erroneamente chiamato battaglia del Ticino (218 a.C.) che
probabilmente si svolse non lungi da "Victimulae"
l'attuale Salussola.
I romani ritornarono nel 196 a.C. e da quella data inizio'
l'influenza romana sul vercellese pacificamente esercitata
specialmente nel 100 a.C. dalla colonia di Eporedia (Ivrea).
Le origini di Brusnengo mancano di documentazione storica, ma si
possono presumere per similitudine con quelle di Masserano, e
Curino, citati in numerosi diplomi imperiali e nelle infeudazioni
dai vescovi di Vercelli. E' certa sul territorio la presenza di
insediamenti romani; e' altresi' probabile che si sia verificato
lo spostamento dalla Baraggia alle colline, poco prima del 900,
per effetto delle scorribande degli Ungari. Tradizionalmente si
considera il Cantone Forte il primo insediamento; era forse agli
inizi solo una semplice torre in legno poi divenuta una
fortificazione in muratura come tante altre facenti parte di una
linea di difesa da attacchi provenienti dalla pianura e mantenuta
a lungo dai Signori del Biellese, dai discendenti del misterioso
Conte Bosone agli Avogadro.(il suffisso -engo accoppiato a nomi
di luoghi e di persone sarebbe tipico di alcune forme teutoniche
o franche o longobarde; scrive padre Bruzza, studioso barnabita,
che cosi' abbiamo Brusnengo o Brozonengo, in cui il suffisso è
unito al nome Brozone. Da Brozone, nome tipicamente longobardo, a
Bosone il passo è breve.
Nell'ordinamento medioevale i territori di Curino e Masserano e
quindi anche di Brusnengo appartenevano alla giurisdizione del
Comitato di Vercelli che a sua volta era sottoposto alla marca di
Ivrea.
Il potere civile era di fatto esercitato dai Vescovi, che con
diploma imperiale del 7 maggio 999 divennero anche detentori del
potere comitale, che mantennero tra vari contrasti fino al 1243,
quando cederanno i loro diritti giurisdizionali al Comune di
Vercelli con atto notarile firmato sotto il portico della Chiesa
di S.Teonesto a Masserano.
Non esistono documenti che riguardino il nome di Brusnengo fino
al 1298, quando nell'estimo delle chiese della diocesi di
Vercelli è segnato un gruppo di sei chiese non dipendenti da
Pievi, nel quale figura la "Ecclesia de Bruxinango"; la
stessa chiesa viene citata ancora nel libro delle decime nel
1348. Non si sa quando divenne "parrocchia", ma
sicuramente prima del 1440; ad essa nel 1592 fu unita la Chiesa
di S. Bernardo da Mentone in caraceto.
Si pensa che la comunità di Brusnengo si sia resa autonoma, sia
come parrocchia, sia come comune, verso la fine del 1200, anche
se non si hanno documenti o fatti che documentino questa
separazione.
Il primo documento che conferma l'esistenza del Comune di
Brusnengo con una propria struttura amministrativa è un
"istrumento di quittanza" del 9 luglio 1370 di
Francesco Ugiate, vicario di Masserano. Questo documento ci
rivela il criterio di partecipazione alle spese comuni di
gestione del capoluogo, cioè di Masserano, quando si trovava
ancora sotto la giurisdizione di Vercelli e che mantenne anche in
seguito divenendo centro del feudo pontificio. La comunità di
Brusnengo, da quando si separò da quella di Masserano dovette
pagare un terzo delle spese comuni. Brusnengo e Caraceto rimasero
sotto la giurisdizione del comune di Vercelli almeno fino al
1420, anno in cui pagarono l'ultimo focatico di fiorini 27.
Il distacco di Brusnengo da Vercelli e dai Visconti iniziò nel
1403 e con laribelione di "quarantacinque terre e fra queste
vi fu anche Brusnengo.
Il Principato di Masserano, cui Brusnengo continuò ad
appartenere, sopravvisse come feudo pontificio autonomo fino al
1767, quando passò sotto il Governo diretto dei Savoia. Al Re di
Sardegna la popolazione di Brusnengo aveva giurato fedeltà sin
dal 13 febbraio 1742, in seguito alla Cessione della Santa Sede
ai Savoia del Vicariato Perpetuo sul feudo che rimase pontificio
solo di nome e per poco tempo. L'ingresso nello Statuto Sabaudo
causò alcuni problemi iniziali per la perdita di alcuni antichi
diritti da parte della popolazione.
Sul finire del 1700 in tutto il Vercellese, la popolazione
soffriva permanentemente la fame fisiologica; iniziò così il
fenomeno dell'emigrazione.
Nel 1798 i Francesi occuparono il Piemonte, accolti come
liberatori; il 7 gennaio 1799 a Brusnengo fu solennemente giurata
fedeltà ai principi di libertà ed eguaglianza e al Governo
Repubblicano sotto l'albero della libertà.
Dopo la vittoria di Marengo (16/06/1800) il Piemonte fu annesso
alla Francia; fu istituita la "Commune di Brusnengo e
Gabella " nel dipartimento del Sesia.
Nel 1818 cessò l'occupazione francese.
Nel 1834 il comune di Brusnengo acquistò dai principi di
Masserano l'antica Cascina della Gattesca, lottizzandone i
terreni a favore della popolazione.
Tra il 1845 e il 1864 furono costruite o ampliate le strade e i
ponti di collegamento con Masserano, Roasio, Rovasenda e più
tardi con Curino.
Nel 1850 la scuola fondata nel 1807 fu estesa anche alle ragazze.
Nel 1865 fu acquistato, dalla Confraternita di Valle, il terreno
accanto alla Chiesa e fu attrezzata la piazza che ospitò nel
1869 la prima fiera d'autunno.
Nell'aprile 1883, il primo Ufficio Postale iniziò la sua
attività.
Nel 1895 iniziò il suo servizio il telegrafo.
Nel 1906 fu istituita la fiera di primavera.
Nel 1915 iniziò a funzionare il telefono.