Un po' di storia

I reperti paleontologici e archeologici venuti in luce sul Monte Fenera testimoniano la presenza di insediamenti umani in questa importante stazione preistorica sin dal Paleolitico. In eta' storica, le pur scarne notizie di ritrovamenti archeologici anche in pianura attestano una colonizzazione del territorio comunale nei primi secoli dell'era cristiana: resti di una necropoli con tombe di cremati del sec. I d.C., in localita' Giarola, un cippo con iscrizione, non meglio identificato e oggi scomparso, nei pressi della chiesa di Bovagliano furono gia' segnalati dal Cassani e i recenti affioramenti di frammenti di ceramica e pietra ollare a Bovagliano e attorno alla vicina frazione di Battistetto confermerebbero l'ipotesi di originari nuclei abitati in pianura che giustificherebbero poi l'edificazione della "pieve" in quella zona nel XII secolo.
Le testimonianze scritte su Grignasco risalgono all'inizio della anno Mille (diploma dell imperatore Ottone III, 7 maggio 999) e nei documenti successivi compaiono riferimenti precisi al castello.
La prima indicazione come sede di "pieve" della diocesi di Novara è del 26 giugno 1132, contenuta in una bolla di Papa Innocenzo II.
Si può quindi immaginare una organizzazione del territorio in una serie di insediamenti, corrispondenti alle attuali frazioni, disseminati nella zona pianeggiante, facenti capo alla "pieve" di S.Maria in Bovagliano, mentre, come testimoniato in un manoscritto di fine '700, a ridosso del colle su cui sorgeva il castello vi erano le "cantine di Grignasco", una sorta di piccolo ricetto (vedi
Ricetto di Candelo, Ricetto di Viverone) piu' facilmente difendibile, attorno al quale si concentrarono gli sviluppi edilizi successivi.
I pochi ruderi del Castello sono tuttora visibili e dell'antico ricetto si può cogliere l'immagine percorrendo le vie Castello e Torrione che attraversano il fitto tessuto edilizio dell'abitato medievale.
Dal 1441 al 1550 Grignasco appartenne al Marchesato di
Romagnano (della famiglia omonina); nel corso del XVI secolo il Marchesato fu ceduto ad altri feudatari e, nel 1588, fu acquistato dal conte Giovanni Battista Serbelloni, i cui discendenti ne detennero il possesso sino alla soglia del XIX secolo.
I secoli XV, XVI, e XVII furono caratterizzati dalla costruzine e successivi ampliamenti della chiesa di S.Maria delle Grazie, dell'oratorio di S.Graziano, della cappella di S.Antonio e dell'oratorio di S.Rocco. Nel corso del XVIII secolo verrà ristrutturata l'antica "pieve" di Bovagliano e si compirà la grande impresa della costruzione della nuova parrocchiale dell'Assunta su progetto di Bernardo Vittone.
In quegli anni Grignasco appartenne al ducato di Milano e, all'inizio del XVIII secolo, passò tra i possedimenti dello Stato Sabaudo.
Uno degli atti politico amministrativi più rilevanti fu la revisione degli antichi
Ordini della Comunità che avevano regolato la vita dei Grignaschesi per oltre due secoli, La nuova normativa statutaria fu approvata nel 1842 e rivela una comunità ancora fortemente radicata alla campagna che mantiene nella coltivazione della vite e nella produzione vinicola il fulcro della sua economia.
A seguito della promulgazione dello Statuto Albertino nel 1848, anche a Grignasco si istituì la "Guardia Nazionale" con una compagnia aggregata al Battaglione di Romagnano.
Il paese si espanse e nel 1881-82 la nuova strada carrozzabile collegò le frazioni alte e in quegli anni Pietro Iannetti, rientrato da Roma, donò alla comunità le prime fontane pubbliche e il lavatoio che ancora porta il suo nome.
Nacque in quegli anni l'artigianato del mobile che portò il nome di Grignasco anche oltre i confini nazionali.
L'arrivo a Grignasco della ferrovia Novara-Varallo (1884) e la costruzione della Filatura lane Bozzalla (1894) furono i momenti decisivi del passaggio da economia agricola a quella industriale, che incise anche a livello sociale e culturale sulla futura crescita del paese e della comunità grignaschese nel corso del nostro secolo.