Un po' di storia

Premessa:
La storiografia di Livorno Ferraris non è legata a fonti certe.

Si presuppone che la zona di Livorno, nei tempi antichi, fosse abitata dai Liguri che già conoscevano la civiltà agricola.
Nel II sec. a.C., venne abitata dai Libici, tribù celtica, più evoluta rispetto alla precedente come testimoniano l'utilizzo delle monete, del letto, delle sedie.
I Libici che si ritiene fondarono Livorno nel 169 a.C. furono sottomessi ai Romani guidati dal console Marco Claudio Marcello.
Al 30 a.C. forse risale l'esistenza in città di una mansio militare, cioè di un luogo di sosta per gli eserciti in marcia.
Tra le invasioni barbariche subite, particolarmente grave fu quella degli Borgognoni, cui seguì una terribile carestia e un'epidemia di peste.
Il primo documento che parla di Livorno risale all'epoca di Ottone nel X secolo.
Livorno Ferraris fu, nell'alto medioevo, proprietà del vescovado di Vercelli e poi del Comune di Vercelli; appartenendo allo stato di Vercelli, ha avuto una storia particolare perché fu terra di nessuno, smembrata fra lo stato di Vercelli e lo stato del Marchese di Monferrato. Essendo terra confinante, divenne borgo franco per scopo militare ed economico nell'agosto 1254; come borgo franco gli abitanti ottennero una certa libertà, ma la città venne in seguito coinvolta nella guerra tra Guelfi (favorevoli agli Avogadro-Bicchieri) e i Ghibellini (favorevole ai Tizzoni) che si svolse in Vercelli.
Dal 1310 al 1361 (pace di Cherasco) Livorno passò sotto il dominio dei marchesi del Monferrato.
Nel 1332 vennero emessi gli Statuti.
Nel 1432 i Visconti di Milano invasero il Monferrato e Amedeo VIII di Savoia portò il suo rango al grado di Duca e si tenne anche Livorno Ferraris.
In seguito visse tutte le vicessitudini del Risorgimento Italiano.
Nel 1859, importante fu l'allagamento del territorio vercellese da parte dei piemontesi per impedire l'avanzata austriaca verso Torino.