Un po' di storia

I vietimuli, antica popolazione stanziale, furono soggiogati dai Romani interessati all'estrazione dell'oro; è interessante infatti rilevare che la frazione S.Lorenzo ha la tipica conformazione viaria a scacchiera dei villaggi di costruzione romana.
I Romani sistemarono nelle zone circostanti la
Bessa, villaggi dai quali potevano operare l'azione di sorveglianza; secondo la tradizione popolare il Borgo di S.Lorenzo è sempre stato considerato il nucleo primitivo di Mongrando. Esso poteva essere uno di quei Vici (villaggi), che attorniavano la Bessa, come quello di S.Pancrazio, dove nel 1964 furono rinvenuti i resti di un edificio romano.
Sul colle che domina Ceresane, verso la frazione S.Michele, sono ancora visibili i ruderi del Castrum Montisgrandis con a fianco i resti di una cappella, di una costruzione quadrata (forse un campanile) e di alcuni tratti di mura ormai sepolti dal terreno e dai rovi.
Del Castello vero e proprio si può dire ben poco a causa dello stato attuale della costruzione; molto probabilmente fu un semplice torrione, ben fortificato a giudicare dallo spessore delle mura; fu, inoltre, per la sua posizione strategica un luogo importante, teatro di molte battaglie, ma già nel XIII secolo doveva essere privato della sua antica importanza.
Il Castello doveva essere abitato e custodito dai castellani nominati da Vercelli (era stato sotto la custodia dei Biandrate e poi di Vercelli) ora vedeva la sua decadenza, come probabilmente il villaggio di Plesso (ora S.Michele), per l'erezione, avvenuta nel 1254 di S.Lorenzo a borgo franco.
Una curiosa credenza parla di un cunicolo che unisce Mongrando con Cerrione partendo proprio dal Castello.
Sorgono poco distante i ruderi della cappella dedicata all'Annunciazione; se il castello aveva perso la sua importanza, lo stesso non era accaduto per la Chiesa, che era nominata nelle visite pastorali fino al 1748, ne sono prova tangibile i diversi restauri che la Chiesa subì.
Attorno a questi nuclei principali, il Borgo di S.Lorenzo e il Castello, si svolsero vicende che ci sono state purtroppo solo parzialmente tramandate.
Dopo il periodo dell'Alto Medioevo, Mongrando crebbe di importanza, in ragione della sua posizione di confine tra il marchesato di Ivrea e la viscontea vercellese.
Una prima fonte storica è il diploma degli imperatori carolingi Ludovico e Lotario al conte Bosone nell'826; al messo imperiale della corte di Torino vengono concessi i territori biellesi tra i quali sono compresi Mongrando e la fascia morenica della Serra.
Nel 1152 Federico Barbarossa riconfermò la proprietà alla Chiesa di Vercelli; testimone all'atto era pure Guido di Biandrate, pronipote del grande Marchese di Ivrea, Arduino. Nel 1164 egli divenne proprietario del Castello e di altri beni di Mongrando, acquistandoli da tal Carlevario.
Seguì un decennio di profonda tensione tra i Biandrate e Vercelli, che si era visto portar via uno dei più importanti avamposti sulla Serra; ma nel 1170 Ottone, figlio di Guido, scese a patti con Vercelli, che riprese possesso del paese.
Nel 1200 Vercelli creò 21 borghi franchi a scopo prevalentemente strategico politico; costituito il Borgo Franco cessò la giurisdizione del Castellano e venne eletto da Vercelli un Podestà; furono nominati dei Consoli che dovevano provvedere all'amministrazione della giustizia.
Dopo la costituzione del borgo franco di Mongrando regnò un breve periodo di tranquillità.
Nel 1275 la fazione degli Avogadri, cacciata da Vercelli dai Tizzoni, attaccò i principali centri della Serra; Mongrando fu espugnato definitivamente nel 1283 e ritornò quindi dominio del Vescovo di Vercelli.
In seguito, 1400, furono i visconti di Milano a occupare il territorio.
Il 15 marzo 1515 Carlo II duca di Savoia, approva gli Statuti di Mongrando, dando il valore giuridico alle norme che per tradizione regolavano quotidianamente i rapporti sociali della comunità. Le pene pecuniarie per i contravventori venivano suddivise tra il fisco ducale di Savoia, la comunità per la riparazione e l'ampliamento dei muri pubblici e delle strade e il podestà; detto anche ufficiale luogotenente o giudice, era il pubblico ufficiale della comunità.
Il Consiglio ordinario o Credenza, i cui componenti erano scelti tra i maggiorenti locali, si riuniva nella casa del comune al suono della campana e dalla citazione verbale del messo. All'inizio di ogni anno si procedeva alla riforma o conferma dei consiglieri e alla nomina degli ufficiali di servizio.
Nel 1683 si hanno le prime indicazioni precise del catasto redatto dall'agrimensore Gio Pietro Perachino; nel 1700 il lavoro sul ferro prende piede.
L'introduzione dell'energia elettrica rappresenta tra il 1800 e il 1900 un elemento di grossa novità il cui ruolo risulta fondamentale per lo sviluppo industriale in senso moderno.