La nostra avventura alla 24h di Finale

SECONDA PARTE - SABATO, LA PARTENZA E LA NOTTE

La sveglia naturale e anche un po' l'agitazione ci buttano giù dal letto alle otto,la giornata è magnifica ma non c'è tempo da perdere, bisogna fare colazione, scaricare il furgone e provare il percorso. Decidiamo di dividerci perchè ci sia sempre qualcuno al campo base; io e Massimo andiamo a fare colazione alla pizzeria della sera prima, uno spettacolo: caffellatte travestito da cappuccino e torta dell'edizione 2000, ma chissenefrega al massimo vomitiamo tutto nel giro di ricognizione! Diamo il cambio a Simone, Matteo e Luca e mentre ci vestiamo il traffico aumenta a vista d'occhio, macchine, furgoni e camper intasano tutta la strada e Bruno Zanchi smanetta su e giù alla guida di un quad carico di tutto. Siamo quasi pronti e gli altri stanno tornando, Matteo vuole venire con noi "...che palle già non vai avanti in bici, e dobbiamo pure aspettare la tua vestizione....dai muoviti!" . Il percorso è molto bello, con discese tecniche e salite secche ma corte il tutto alternato da

Il cinghiale Bibo accudisce la porchetta

tratti molto veloci con salite lunghe ma dolci e una discesa da 50 all'ora su stradone sterrato con salti. Ma subito dopo una breve rampa da free climbing, si arriva ai "decolli", il punto più alto e spettacolare: si viaggia su di un single track a picco sul mare. Ancora due discese tecniche e si ritorna, con un passaggio dentro il camping "La foresta" quindi si esce sull'asfalto, si passa davanti al nostro campo base e si rientra nello sterro per buttarsi nel cuore della manifestazione: l'area cambi dove c'è il palco dei concerti, l'area espositiva la zona pasta party, la tendopoli e tutti i motorhome dei big tra i quali quello della Pezzo quello di Herin e quello dei campiun dal mund dal belgio di Aquaroli & C., insomma si gira in una specie di anfiteatro pieno di gente che ti guarda.
Dopo che Matteo e Massimo da veri cerebrolesi, risalgono per il tracciato del dual slalom pensando che sia parte del percorso, torniamo al campo base per dare il cambio a Simone e Luca per il loro giro di ricognizione.
Sono le undici ed il resto della squadra con il seguito di famigliari è in arrivo; a mezzogiorno anche il secondo camper è piazzato e la squadra è finalmente al completo. Mentre i cuochi ufficiali (il Festa ed il Pierluigi) preparano la brace per

la porchetta allo spiedo, io mi occupo del ritiro dei numeri dei tesserini magnetici e del ricchissimo pacco gara composto da maglietta, batticatena e un buono pasta party (che ci porteremo a casa). Ci siamo, piazziamo le tabelle con il numero sulle bici, e finalmente mangiamo qualcosa in attesa del briefing dei capitani alle due. Intanto inizio a compilare il foglio di conteggio dei giri per assegnare almeno i primi sei o sette turni, ma l'incognita è sulla partenza: nessuno la vuole fare! Alle due meno dieci vado al briefing dei capitani, "oh chi viene con me a sentire il briefing???" zero risposte, sono tutti stravaccati intorno al tavolo con la panza piena. "Vabbè ci vado io"; l'unico che mi segue è Francesco che resiste circa cinque minuti prima di cadere in trance circondato da una nuvola di Santacruz (qui la usa anche il postino per le consegne) e poi sparisce. Mi becco tutta la

Il Festa si stira prima sella partenza

Massimo si carica prima del suo turno

zuppa di uno degli organizzatori, che spiega l'uso delle tessere magnetiche (una personale e una della squadra da passarsi ai cambi), e poi tutta un'altra serie di stronzate del tipo "quest'anno è praticamente impossibile tagliare.....venite ai concerti....abbiamo lavorato due notti per fare i numeri plastificati....Bruno Zanchi si è fatto un culo così....abbiamo passato notti intere per preparare la gara", ma di giorno qui non lavora nessuno??? Finalmente dopo diverse richieste del pubblico spiega la procedura di partenza: tutte le bici nella zona cambi e partenza a piedi per un giro di corsa nel circuito dell'area espositiva. Ok sono le due e mezza, bisogna trovarsi in partenza per le tre meno venti, non c'è tempo da perdere!!! Torno al campo base con la speranza che qualcuno si sia deciso a fare il primo
giro, ma non è così: Simone ha problemi ad una gamba e la corsa non fa per lui, Matteo preferisce fare il secondo giro, Massimo ha paura che gli righino la M4, Luca non se la sente, Bibo deve già smaltire il vino del pranzo, ecc., ecc. Ripenso un'attimo alla botta di tre mesi fa quando mi sono lussato il gomito e poi mi immagino giù per il primo muro in mezzo a 120 persone....."machissenefotte andate a cagare lo faccio io mi avete rotto i co.......". Prendo la bici e mentre sto per incamminarmi Matteo fa "dai, dai lo faccio io il primo....". "Ok allora sveglia che non abbiamo molto tempo". Arriviamo alla partenza alle tre meno un quarto e c'è già un casino bestiale, io tengo la bici di Matteo mentre lui

La grinta del Simo mentre affronta il suo primo giro

La notte scende sul campo base...

cerca un posto nello schieramento per la partenza a piedi. Dopo diversi spostamenti troviamo un angolino libero:"oh io ti aspetto qua quando arrivi ti guardo io e ti vengo incontro, mi raccomando tranquillo che ce n'è per un giorno e una notte...." . Mentre inizia il conto alla rovescia si alza l'elicottero, non si capisce più niente, finchè vedo il gruppone che si muove all'improvviso lasciandosi alle spalle una scia di polvere.In questo casino globale qualcuno si gioca il jolly e, inforcata una delle mtb incustodite, parte al contrario con la chiara intenzione di svignarsela, ma viene intercettato, volano insulti e  spintoni ma non riesco a vedere bene come prosegue l'azione anche perchè dopo poco più di tre  minuti arrivano i primi sotto la tenda dei cambi: Bruno Zanchi davanti a tutti poi Flavio Dotta della K2 e via via gli altri. A metà gruppo ecco che compare Matteo, salta al volo sulla bici io lo spingo
a tutta forza sul primo dente in mezzo agli altri invasati: "vai Teo vai dai!!!"  mentre altri tre o quattro mi scansano al pelo. E' andata siamo in ballo. Simone è già alla zona cambi pronto per il secondo giro, gli dico di trovarsi un posto e torno di corsa al campo base. Il tempo sembra volare: sto spiegando agli altri le fasi della partenza e già  si sente urlare "c'è già il primo!!!". Si affacciano tutti alle transenne guardando giù per il lungo rettilineo di asfalto, dove dalla curva dovrebbero sbucare i primi. Passa ancora qualche minuto: "eccolo, eccolo!!" ; " ma chi è?" ; "boh!?...divisa rossa" ; "è la K2, è Dotta!!" ; "minchia che andare!!". Dietro di lui c'è già un vuoto di quasi un minuto, dopo due minuti e mezzo ecco Acquaroli e, "non ci posso credere!!!" , alla sua ruota c'è il Matteo. Tifo da stadio, poi corro su per vederlo al cambio. Arrivo al pelo comunque tutto ok, vedo partire Simone ed ecco Matteo che torna "com'è andata?"  e lui "uno schifo: due gomitate in bocca nel giro di corsa e in discesa mi hanno buttato fuori, bastardi!!" . "Dai che sei andato forte 26' e 10" con la corsa, va bene così".
Tutto bene, tocca poi a Massimo, Luca e poi a me: un po' di agitazione al cambio ma appena prendo il "testimone" e aggancio gli SPD passa tutto; due mesi di fermo si fanno sentire comunque chiudo in 27' e 50", non è il massimo ma può andare. Cambio con il Beppe, poi Massimiliano,  e ancora Massimo e Luca che non corrono di notte e quindi fanno un altro turno prima di vedere carosello ed andare a nanna.
Massimiliano un gufo nella notte Rominger alla fine del suo turno Ancora Massimiliano all'area cambi
Dopo Luca è il primo turno del Bibo, ma siamo ormai alle sette meno venti e il sole sta scendendo "cosa faccio, monto le luci???" "no dai che ci stai dentro, vai tranquillo...."   Le ultime parole famose. Bibo si avvia al cambio senza luci e noi aspettiamo il passaggio di Luca. E' in ritardo di due minuti, avrà mollato un po'. Un altro minuto non arriva ancora "azz... siamo nella cacca, che sarà successo???". Finalmente eccolo che spunta "ragazzi ho bucato" e noi "vai, vai che il Bibo è senza luci!!!". Luca torna al campo quando ormai è già tramontato il sole, Bibo è sul percorso e noi con il naso per aria per vedere quanta luce c'è ancora. "oh qua si vede ancora, ma nel bosco è buio...l'unica sua salvezza è la sciummia (ciucca) che viaggia in bici con lui". Guardiamo l'orologio "cinque minuti e se la sciummia ha guidato bene il Bibo dovrebbe arrivare" . E' buio! Quelli che arrivano hanno già tutti le luci accese, siamo tutti alle transenne io ho anche le trombe da stadio pronte, si scruta la curva ma non si vede più nulla, a questo punto anche un po' di preoccupazione si sente, ma ecco che un'ombra gialla e blu si fa strada tra due bikers con l'illuminazione e li passa "è lui!" "vai cinghiale!" "grande! và come mena, è proprio ubriaco!" e giù una serie di strombazzate. Al cambio c'è il Festa e il Bibo torna al campo base tra il tripudio generale, "com'è andata??" "benissimo, l'alcol mi ha caricato e il buio non mi faceva vedere il pericolo quindi ho sempre tirato al massimo".
Ci siamo appena tranquillizzati quando passa un'ambulanza a sirene spiegate e subito dopo due che scendono dai cambi danno la notizia: "gara sospesa, si è fatto male uno in discesa" . Cacchio che casino, a dire il vero le ambulanze avevano già girato parecchio ma questa volta pare proprio una cosa seria. Corriamo al cambio e i bikers sono tutti incolonnati prima dei tendoni. Quando arriva il Festa è sconvolto, lui l'ha visto: "boh... io non so.... ma per me è mal messo, sanguina da sotto il casco e non si muove.....". Mentre parliamo con il Festa lo speaker annuncia la nuova partenza alle otto e un quarto; la gara verrà divisa in due manches e i primi venti team partiranno davanti. Noi siamo ventitreesimi: la solita sfiga. Vabbè fa niente, si riparteanche se con un po' di strizza: Beppe, Rominger, Francesco, Simone e Bibo, ora tocca a me. Sono al cambio e guardo nervosamente verso la passerella di legno cercando la divisa gialloblù del Bibo; ho la batteria in mano con un morsetto staccato (non ho fatto in tempo a mettere l'interruttore). Passano i minuti ma sembrano ore, quando finalmente
Il box con le MTB schierate arriva, si sfila il testimone e me lo passa, io attacco il morsetto e il filo si trancia di netto....."porca troia Bibo, sono ciulato!!!". Senza perdere tempo, mentre io tengo la batteria lui riesce ad incastrare il filo ed a bloccarlo con il morsetto: "ok vai, vai". Ce l'ho fatta parto. In un attimo sono davanti al palco dei concerti, sono le undici passate da poco ed è pieno di gente; non resisto e passo sul trampolinetto in legno allestito davanti al palco per dare spettacolo. Francesco chiude la sessione notturna
Sento qualcuno che acclama, beh ci vuole, tanto non siamo qui per fare i campiun dal mund. Appena fuori dall'area espositiva passo davanti alla tendopoli invidiando quelli sdraiati sotto ai verandini, e poi eccomi nel nulla. Niente più luci (tranne la mia), non ho nessuno davanti, la musica del concerto si fa sempre più lontana, mi volto e dietro non c'è nessuno. E' la prima volta che pedalo di notte, fa un caldo boia e sto faticando sulla prima salita, ma la sensazione è comunque piacevole, perlomeno da provare. Arrivo ai "decolli" e qui bisognerebbe fermarsi: due fari illuminano i primi metri di discesa, un terzo faro tipo discoteca punta per aria e due file di tubi luminosi delimitano i lati del sentiero simulando la pista di un aeroporto. Spettacolo. Poi torno nel nulla fino al campeggio (facendo e subendo qualche sorpasso), dopodichè mi riavvicino alla civiltà e finalmente rientro nella luce dell'area espositiva. Al cambio c'è il Festa, gli passo il testimone e in un attimo sparisce nel buio. Ce l'ho fatta, sono vivo!
Dopo il Festa parte Matteo che vuole provare la notte, e tanto per gradire si spara due giri consecutivi. quindi mettiamo a letto i bambini ed iniziano le danze di "quelli della notte" (Massimiliano, Beppe, Rominger e Francesco) che si alternano sul percorso mentre io continuo con il conteggio dei tempi e l'assistenza psicologica. Tutto bene fino alle tre e venti, poi due giri di sfiga pura: Massimiliano fora alla prima discesa e chiude il giro con la ruota a terra; subito dopo il Beppe cade in discesa per colpa di un impedito che gli ostruisce il passaggio: luci rotte e caviglia gonfia. Non ci voleva, doveva ancora fare un giro, "dai Beppe vai a dormire il tuo giro lo faccio io...." . Non ero preparato psicologicamente per fare un altro giro a tarda notte, ma mi preparo in poco tempo, tanto Rominger sta girando poi ci sono Francesco e Massimiliano, quindi tocca a me. La mia batteria ha già fatto tre giri, mi domando se ce ne sarà ancora. Ce ne sono altre due cariche, ma non voglio scollegare il morsetto rotto per non peggiorare la situazione "dai una mezz'oretta la fa ancora....forse". Parto tranquillo per non scoppiare subito, ed infatti riesco a prendere un buon ritmo, circa a metà giro, in un tratto di leggera salita con fondo disastrato (dove la Scalpel è una bomba) mi avvicino velocemente ad una sagoma che produce un luccichìo tondeggiante: è un culo femminile!! Ho un subito un sussulto, e poi la certezza: "cacchio il culo della Pezzo!!! con la sua tutina metallizzata da vera tamarra". La passo a fuoco (lei comunque andava a spasso) carico come una molla e mi butto giù per l'ultima discesa. Non faccio nemmeno in tempo a godermi questo momento di gloria, perchè un fastidioso velo di polvere oscura il mio faro e io strofino più volte il vetro della lampadina per pulirlo. Ma subito un dubbio mi passa per la mente: "....merda non è polvere! " . L'alone giallo che vedo, è il sintomo che la mia batteria è ormai un malato terminale, per fortuna sono fuori dall'ultima discesa, ma comincio a perdere posizioni, finchè prima dell'ingresso del campeggio, con luce quasi azzerata, mi schianto senza difesa contro un albero inclinato sul percorso, volo dall'altra parte del sentiero e, quando mi rialzo, decido di tirare fuori la pila tascabile. Finisco il mio giro con la pila in mano, al cambio c'è  Rominger "dai che è l'ultimo, vai!!" . Torno alla base,sono le sei e un quarto e siamo tutti distrutti; Massimiliano va a dormire e rimaniamo io e Francesco, che deve ancora fare un giro "dai Frà beccati ancora quest'ultimo giro, poi è finita" e lui " si ma è ora di tirare giù gli altri dal camper.....chi mi da il cambio???" . Guardo l'ora e dico "appena vai su al cambio li chiamo io, lasciamoli dormire ancora un po'". Francesco si mette il casco e finisce di prepararsi, si vede chiaramente che ne avrebbe fatto volentieri a meno; poi prende la bici e si incammina "oh se quando arrivo non c'è qualcuno al cambio mi incazzo come una iena!!!" .
Al campo sono rimasto solo io, mi siedo un attimo sulla sedia da regista del Bibo. Guardo in alto e il buio sembra meno fitto, sta facendo giorno anche se la mia sensazione è che sia ancora notte fonda. Il viavai della notte sembra decisamente diminuito e non si sente più nessuno, c'è solo il solito ronzio cupo del generatore, al quale mi sono ormai assuefatto; gli occhi mi si chiudono....."azz, che ora è??? le sei e trentacinque! è ora di svegliare gli altri....."

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